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Manutenzione del Boschetto GEV nel 2018

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Anche nel 2018 un gruppo di GEV ormai molto coeso e motivato si è dedicato, con cadenza mensile, ad attività di manutenzione e ad un capillare monitoraggio ambientale all’interno dell’area identificata con il nome di Boschetto.

In questa porzione di Parco affidata alle cure delle Guardie Ecologiche Volontarie si è cercato, nel corso degli anni, di favorire l’incremento della biodiversità preservandone la connotazione selvatica ed evitando di creare ambienti naturali antropizzati.

Immagine 1Gennaio - Nella stagione invernale il bosco riposa e appare piuttosto brullo ma, come gemme preziose, i funghi gelatinosi del legno (Tremella mesenterica) adornano i rami secchi e qua e là spunta il rosso delle bacche di rosa canina, ghiotto nutrimento per diversi animali ed un vero e proprio concentrato di proprietà benefiche anche per gli uomini.

Durante i lavori sono stati recisi alcuni arbusti di rovo comune per preservare la vegetazione arborea intorno al laghetto e si è provveduto a tagliare i rami secchi pericolanti; abbiamo inoltre cercato di chiudere i varchi praticati nella recinzione posta sul lato nord del Boschetto. A tal riguardo le GEV hanno redatto successivamente un rapporto di servizio per segnalare il persistere della problematica legata al passaggio non controllato di alcuni ospiti del vicino centro per richiedenti asilo e di altri fruitori che entrano senza rispettare il divieto indicato dalla segnaletica del Parco.

Sul finire della mattinata i volontari hanno individuato due ragazzi che erano intenti ad imbrattare, con bombolette di vernice spray, il muro di cinta adiacente la zona aeroportuale: sono stati pertanto sanzionati ai sensi dell’Articolo 13 (Danneggiamenti) del Regolamento d’Uso del Parco.

Dai fatti sopra citati si evince come sia essenziale, sotto vari punti di vista, la capillare presenza delle Guardie Ecologiche Volontarie sul territorio.

Febbraio - È continuata l’attività di contenimento degli arbusti di rovo (Rubus fruticosus) e vitalba (Clematis vitalba) che, insieme, riescono a creare grovigli inestricabili e abbiamo inoltre provveduto ad eliminare i rami secchi pericolanti delle conifere che delimitano la zona prativa.

Le GEV si sono poi dedicate alla pulizia della vasca artificiale all’interno del Boschetto e delle pozze realizzate nel 2017 con caratteristiche essenziali per favorire l’incremento delle popolazioni di rospo smeraldino (Bufo viridis).

La natura ha cominciato a risvegliarsi e la splendida fioritura di bucaneve (Galanthus nivalis), campanellini (Leucojum vernum), scille (Scilla bifolia), crochi (Crocus vernus), denti di cane (Erythronium dens-canis) e viole (Viola odorata) ha creato tappeti colorati tra le foglie secche.

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Alcune bulbose sono state trapiantate in quest’area dopo averle estirpate da altre zone del Parco adibite a cantiere: le Guardie Ecologiche Volontarie avevano cercato infatti in passato di preservarne altre specie trasferendole al Boschetto.

Quando vediamo spuntare le prime gemme apicali delle geofite, è sempre una grande soddisfazione oltre che un vero e proprio piacere per gli occhi.

Marzo - Anche quest’anImmagine 3no abbiamo concordato con il Parco e con il nostro Responsabile del Servizio, di procedere con lo scavo di altre due pozze specifiche per i rospi smeraldini.

Questi anfibi infatti prediligono piccole raccolte d’acqua, non popolate da altri animali e prive di vegetazione acquatica.

Il problema è che ormai i prati allagati sono praticamente scomparsi e anche quando si formano naturalmente pozzanghere, a causa dei sempre più lunghi periodi di siccità, tendono a seccarsi rapidamente ed a vanificare la metamorfosi dei girini causandone la prematura morte.

Immagine 4Altre GEV si sono occupate invece della pulizia dei sentieri interni, raccogliendo parecchia sporcizia nella zona vicina alla recinzione sul lato sud; a tal proposito abbiamo valutato fosse opportuno redigere un rapporto di servizio poiché tali atti si ripetono ormai da tempo.

Aprile - Dopo gli scavi compiuti a marzo, le GEV hanno collegato alla rete idrica le nuove pozze al fine di garantirne un approvvigionamento costante.

Immagine 5Un altro gruppo, come d’uopo, ha tenuto puliti i sentieri interni e ha potato altri arbusti di rovo; durante i lavori è stato avvistato un coniglio selvatico incuriosito dalla nostra presenza. Sono stati inoltre raccolti parecchi rifiuti provenienti dal confinante centro per richiedenti asilo.

Immagine 6Le temperature miti hanno favorito una diffusa fioritura di narcisi (Narcissus jonquilla), pervinche (Vinca minor), (Muscari neglectum) e lunaria (Lunaria annua). Quest’ultima è nota con diversi nomi, fra cui monete del Papa, medaglie di Giuda o erba luna.

La pianta contiene acido nervonico, che è presente anche nel latte materno e quindi viene usato per integrarlo nelle nascite premature. È utile anche per mantenere in buona salute il cervello ed è pertanto sotto studio per il trattamento di malattie neurologiche degenerative.

Immagine 7Nella vasca del Boschetto sono stati notati due esemplari di tritone punteggiato (Lissotriton vulgaris): questi anfibi vennero prelevati pochi anni fa dai canali di alimentazione del lago di Bruzzano e inseriti all’interno dell’area di nostra competenza per favorirne il popolamento.

È importante premettere che tali operazioni vengono compiute con estrema competenza e nel massimo rispetto degli animali.

Le GEV parteciparono infatti ad un progetto universitario di campionamento degli anfibi al Parco Nord Milano con esperti ricercatori dai quali appresero importanti nozioni sia teoriche che pratiche.

Immagine 8Il tepore ha risvegliato “i sensi” anche ad altri graditi ospiti…

Un esemplare di Polygonia c-album (dal greco polus gonia – molti angoli): è una farfalla dal volo rapido, compie numerose e frequenti soste sia sulla vegetazione che su rocce o fango per suggere i sali minerali. Le ali hanno bordi molto frastagliati ed è presente un segno bianco a forma di “C” che rende questa specie unica ed inconfondibile. Quando le tiene chiuse sembra una foglia secca ed in questo modo si mimetizza tra la vegetazione difendendosi dai predatori; tale caratteristica la aiuterà a passare l’inverno. Ogni anno riusciamo a contarne, solo nella zona antistante il laghetto, oltre cento esemplari, ed è senza ombra di dubbio uno dei lepidotteri più diffusi.

Tra le pietre due lucertole muraiole (Podarcis muralis) trascorrono le ore a termoregolarsi al sole, rimanendo sempre vigili agli eventuali pericoli.

Immagine 9Per favorire l’incremento di questa e altre specie di rettili, abbiamo ripulito dai rovi un piccolo muretto a secco vicino alla recinzione sul lato a sud. Nel 2018 questo antichissimo esempio di manifattura umana è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità: è un’arte Immagine 10che sta scomparendo ma rappresenta “una relazione armoniosa tra l’uomo e la natura”.

Le rane verdi comuni (Pelophylax esculentus) sono gli anfibi più diffusi e rallegrano il nostro Boschetto sia con la loro livrea verde sgargiante che con il continuo gracidio che copre i rumori della metropoli e fa dimenticare di essere a pochi metri da un’arteria tra le più trafficate d’Italia come l’autostrada A4.

Immagine 11Maggio - All’inizio della mattinata sono state pulite le nuove pozze per rospi smeraldini all’interno delle quali era già cresciuta la vegetazione infestante ma, con nostra grande gioia, abbiamo potuto vedere i primi girini “colonizzatori”… Immagine 12che soddisfazione!

Un altro gruppo si è occupato invece di rimuovere un grosso ramo di sambuco che era caduto sulla scalinata che porta all’accesso secondario dei bunker e di tagliare rami ed altre specie infestanti cresciute nella zona a ridosso della recinzione sul lato sud del Boschetto.

Questo mese abbiamo potuto segnalare un lieto evento: una coppia di germani reali è stata vista e fotografata al laghetto con tre pulli al seguito.

Giugno - La vegetazione è diventata sempre più lussureggiante e pertanto le GEV che si prendono cura di questo prezioso Immagine 14angolo di Parco, si sono principalmente occupate di tenere puliti i sentieri interni e di tracciare, tra l’erba alta, un percorso che agevolasse l’avvicinamento al laghetto.

Dopo aver individuato un grosso esemplare di testuggine palustre americana (Trachemys scripta) all’interno della vasca in cemento, fatto mai accaduto in precedenza, su disposizione del Responsabile del Servizio si è provveduto a recuperarla ed a trasferirla nel laghetto Suzzani che questa specie ha ormai ampiamente colonizzato.

Immagine 15Intanto le damigelle hanno iniziato a Immagine 16danzare sull’acqua, incantandoci con la loro linea leggera, aggraziata e snella. Gli odonati sono tra gli insetti più affascinanti e belli della Terra e animali molto antichi, tanto che sono stati ritrovati alcuni fossili risalenti al periodo Permiano, ovvero 285 milioni di anni fa; esemplari simili alle libellule risalgono a 300 milioni di anni fa (periodo Carbonifero), circa 400 mila anni prima dei dinosauri. Se si pensa a tali dati, affermare che osservarli è quasi come compiere un viaggio nel tempo, non è assolutamente fuori luogo. Bisogna solo avere occhi curiosi e pronti a lasciarsi rapire dalla fantasia.

Luglio - Nonostante l’opprimente canicola le GEV hanno lavorato ugualmente senza risparmiarsi; sono state pulite le Immagine 17sponde delle pozze per anfibi e raccolti i rami secchi che erano stati accatastati durante l’anno in vari punti lungo i sentieri interni, al fine di ammucchiarli poi tutti insieme all’esterno della recinzione sul lato nord.

Abbiamo successivamente emesso una segnalazione all’ufficio gestione per richiederne la rimozione.

Si è dovuto nuovamente riparare la rete che confina con l’aeroporto poiché era stata tagliata e schiacciata per ricavare i soliti varchi di passaggio atti ad eludere facilmente i controlli.

Il rosso acceso del Lilum bulbiferum ha incorniciato la vasca nel Boschetto e, grazie ai bulbilli prodotti sullo stelo, i fiori si sono facilmente moltiplicati nel corso degli anni anche in altri luoghi.

Immagine 19Gli odonati hanno arricchito con i colori sgargianti delle loro livree il quadro naturalistico di questa appartata area del Parco.                      

Immagine 20…il primo esemplare fotografato è un maschio ed è noto anche con il nome comune di Frecciarossa, le femmine sono giallastre ed entrambi possiedono una vistosa macchia gialla alla base delle ali posteriori. Volano da aprile fino ad ottobre e sono presenti in tutte le regioni. La libellula depressa invece è così chiamata per il suo addome molto largo ed appiattito, la si può osservare tra aprile e settembre, predilige ambienti con acque ferme ed è tra le specie più diffuse in tutta Europa.

Agosto - Nonostante la temperatura si aggirasse nelle ore centrali della mattinata intorno ai 33 gradi, i volontari si sono occupati ugualmente di accatastare i rami secchi ed i tronchi ammalorati nello stesso punto scelto nel mese di luglio, all’esterno della recinzione.

Hanno inoltre tenuto puliti i sentieri interni e tagliato i rovi nell’area limitrofa alla vasca di cemento.

Immagine 21Le rane verdi hanno fatto capolino qua e là nelle varie pozze, mimetizzate tra le lenticchie d’acqua o poggiate sui rami galleggianti.

Immagine 22Hanno una colorazione del dorso molto variabile, dal verde brillante al marrone; spesso con macchie scure più o meno evidenti ed una linea vertebrale verde.

Sono sempre più numerose, ne sono difatti state contate oltre 150 esemplari in non più di mezz’ora durante le fasi lavorative. Le popolazioni di questi anfibi stanno sensibilmente aumentando, al contrario del rospo smeraldino che pare stia subendo una flessione, rifacendoci ai dati raccolti durante il censimento effettuato dalle GEV in varie zone del Parco.

Immagine 23Anche i lepidotteri hanno voluto attirare la nostra attenzione con la loro leggerezza e fragilità, le ali delle farfalle sono un simbolo perfetto della bellezza effimera della natura.

A sinistra un esemplare di Iphiclides podalirius, nella foto sotto invece un bel Papilio machaon.Immagine 24

Macaone e Podalirio erano secondo la leggenda omerica due fratelli, entrambi medici, figli di Asclepio, che parteciparono alla guerra di Troia; Linneo dette il nome di questi mitici fratelli greci a due lepidotteri.

Il Podalirio è inconfondibile, grazie alla forma delle ali, alla livrea e all’elegante volo leggero e planato; abbastanza comune in Italia, le piante nutrici sono soprattutto alberi da frutto e, al contrario del Macaone, questa specie è appetibile per molti predatori, soprattutto uccelli. Le lunghe code alari in prossimità di vistose macchie rosse e blu, sembrano rappresentare una difesa dai loro attacchi ed anche servire ad ingannarli.

Il Macaone invece è molto territoriale ed il maschio difende il suo ambiente cacciando via altri esemplari dello stesso sesso. Purtroppo negli ultimi anni, a causa dell’inquinamento atmosferico e della riduzione del verde spontaneo, è notevolmente diminuito il numero di questi lepidotteri.

Ponendo però anche solo una pianta di finocchio aromatico sul balcone o in giardino, si crea un sito di posa per le uova, favorendone in più il ripopolamento.

Settembre - I lavori sono stati rivolti all’attività di contenimento delle specie arboree infestanti quali la fitolacca (Phytolacca americana) e la vite del Canada (Amelopsis brevipedinculata), soprattutto nella parte del Boschetto confinante con la proprietà adibita a pensione per cani.

La fitolacca fu introdotta in Italia a partire dal ‘700 e sfruttata prevalentemente per la produzione di bacche nere utilizzate come colorante o tintura naturale per capi di lana. Si è poi diffusa rapidamente diventando un infestante su tutto il territorio italiano. Sebbene la pianta sia tossica, in alcuni Paesi è consuetudine mangiare i giovani germogli dopo averli bolliti più volte, per la sua azione purgativa ed antinfiammatoria contro batteri, funghi e virus di varia natura.

Immagine 25La vite del Canada è considerata anch’essa un infestante, cresce di diversi metri in un anno, si può arrampicare sui tronchi degli alberi e, se non controllata, può uccidere la pianta che la supporta mettendola in ombra e limitandone la capacità di realizzare il processo di fotosintesi.

Purtroppo abbiamo avvistato diversi esemplari di testuggini palustri americane (Trachemys scripta) all’interno del laghetto presso l’area didattica naturalistica e questo ci fa temere che possano colonizzare in modo irreversibile anche le vasche del nostro Boschetto.

Si è dovuto inoltre nuovamente ripristinare la recinzione sul lato nord che era stata schiacciata, come sempre, per avere una scorciatoia poco visibile tra i boscati.

Tale situazione è stata dettagliatamente segnalata sui rapporti giornalieri che vengono trasmessi in tempo reale via mail al Presidente, al Direttore, al Responsabile della Vigilanza e del Servizio GEV.

(A fianco uno scorcio del Boschetto con la presenza di folta vegetazione).

I livelli dell’acqua nelle pozze e nel laghetto erano regolari e le rane verdi popolavano numerose gli specchi d’acqua.Immagine 26

Ottobre - Abbiamo provveduto alla rimozione di tutti i rami secchi che erano stati accumulati, nel corso dei mesi, in vari punti dei sentieri interni: è stato deciso di accatastarli in un punto esterno alla recinzione sul lato nord e di emettere una segnalazione all’ufficio gestione per richiederne la rimozione.

Immagine 27Sono stati puliti anche i percorsi interni dove la crescita di ortiche, arbusti di rovo e cespugli di rosa canina, rendeva difficoltoso il transito.

Notata ancora una discreta presenza di rane verdi…

Novembre - È continuata l’attività di rimozione dei rami secchi dai sentieri e successivamente sono stati ripuliti, dalle specie infestanti, i tronchi delle conifere poste nei pressi degli ingressi al bunker.

I funghi del legno hanno fatto capolino qua e là…

Immagine 28Dicembre - Le GEV hanno cominciato a sfoltire i fitti grovogli di arbusti di rovo sviluppatisi lungo il perimetro del laghetto e vicino alla pozza artificiale all’interno del Boschetto; sono stati raccolti poi altri rami secchi conferiti nel punto prescelto esterno alla recinzione.

Abbiamo trovato un grosso topo morto nei pressi della recinzione sul lato ovest ed invece, sopra un ramo di sambuco, sono state viste le feci di un roditore e, sul suolo sottostante, gusci di nocciole spezzati.

Immagine 29È venuto più volte a farci visita un esemplare di airone cenerino (Ardea cinerea) che, da lontano, controllava i nostri spostamenti.

Con questi ultimi lavori siamo giunti alla fine del 2018; lo scorrere delle stagioni ha conferito come sempre al nostro Boschetto colori e vedute assai suggestive e ci siamo sentiti un tutt’uno con questa defilata porzione di Parco a cui dedichiamo le nostre cure affinché possa diventare un’oasi di pace anche per gli altri “abitanti” del bosco…

Immagine 30Ermanno Olmi, che collaborò anche con il Parco Nord Milano scrisse:

Lo sai, seguo il consiglio: ogni volta che passo davanti ad un albero da frutto in fiore mi tolgo il cappello”… anche noi, dopo tanti anni trascorsi a tutelare e preservare come volontari questo inestimabile patrimonio naturalistico, non diamo mai per scontato nulla di ciò che la natura decide di donarci, e ci lasciamo sempre affascinare da tutto ciò che ci circonda.

In un momento storico in cui si organizzano giornate o manifestazioni a livello mondiale per sensibilizzare e svegliare gli animi a proposito dei mutamenti irreversibili che l’uomo sta provocando all’ambiente, ogni piccolo sforzo compiuto da ciascuno a tal fine ha un valore inestimabile. Indubbiamente le Guardie Ecologiche Volontarie fanno parte anch’esse di quella complessa macchina che cerca di custodire un dono prezioso da consegnare alle future generazioni.

Il Boschetto è un mirabile microcosmo e speriamo che i nostri sforzi possano lasciare tracce dalle quali partire per costruire negli anni futuri altri importanti progetti di conservazione e tutela.

GEV Alessandra Brambilla Pisoni

GEV Giuliano Imprenti