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Un gufo tra i grattacieli milanesi

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gufo 1Novembre 2018Logo gev

Era una delle solite giornate coperte d'autunno che caratterizzano Milano, con una leggera pioggerella a farne da cornice. Era il 9 novembre 2018 quando, come tutte le mattine, mi recavo in ufficio nella torre A dei grattacieli UniCredit in piazza Gae Aulenti.

Parcheggio il mio scooter e salgo dal seminterrato verso il varco dei tornelli UniCredit; saluto le guardie che ormai da anni mi vedono arrivare al solito orario e arrivo agli ascensori dove vengo travolto dal solito mare di gente: uomini in giacca e cravatta e donne ben vestite e truccate che discutono della riunione che li aspetta, signori e signore già annoiati a prima mattina e vogliosi che arrivi l'orario di uscita. Sono lì in mezzo a loro, ascolto i lamenti, le preoccupazioni e l'adrenalina della gente che mi circonda e son tutti così presi dalla propria routine che nessuno si accorge che fuori dal vetro della torre, proprio lì a pochi centimetri da tutti noi un meraviglioso animaletto disperatamente chiede aiuto: era un gufo comune che si era ferito e giaceva a terra tramortito.

Non ho esitato neanche un attimo. Noi Gev abbiamo il compito morale di fare qualsiasi cosa e di intervenire prontamente per aiutare qualsiasi forma di vita in pericolo.

Ero in UniCredit, ero con il mio bel vestito, ero un po' in ritardo al lavoro ma quel gufetto aveva bisogno di me.

gufo 2Ho raggiunto il piccolo animale e, avvolgendolo nel calore della mia giacca, mi sono procurato una scatola di cartone e ho fatto in modo che si adagiasse nel contenitore senza che lui si ferisse ulteriormente e né che ferisse me con i suoi piccoli ma potenti artigli.

In quel momento ho potuto ammirare la sua bellezza, i suoi occhi così profondi e impauriti con delle splendide sfumature sul giallo ed una espressione cosi umana che sembrava mi parlasse. Purtroppo ho potuto constatare fin da subito la ferita alla sua ala destra che non gli permetteva più né di muoversi né di volare: dovevo fare di tutto per salvarlo e dargli la possibilità di alzarsi in volo ancora una volta.

Allontanando i curiosi per quanto mi fosse possibile per evitare di impaurire ulteriormente l'animale, son salito su in ufficio e ho contattato immediatamente il nostro Responsabile del Servizio GEV Parco Nord Milano, che mi ha fornito ogni disposizione necessaria per il recupero al fine di portarlo all'ENPA.

Dopo meno di circa 30 minuti una GEV del Parco Nord Milano mi ha raggiunto per recuperare il piccolo gufo ferito.

Quando ho consegnato l'animale ho sperato con tutto il cuore di avergli regalato la possibilità di tornare ad essere felice, di poter tornare a volare ed essere nuovamente libero e la prontezza e l'immediatezza del recupero mi hanno fatto sperare nel lieto fine.

Mi sono sentito un eroe. Nessuna riunione o delusione lavorativa poteva quel giorno intristirmi. Avevo accolto fra le mie braccia un essere vivente in pericolo e forse avrei potuto gioire del suo recupero. Sono stati giorni difficili nell'attesa di sapere l'esito delle cure della clinica presso la quale il gufo era stato trasportato. Le prime notizie hanno subito fatto intuire la gravità della ferita e dopo una settimana ho saputo che il "mio" gufetto non ce l'aveva fatta.

gufo 3L'ala era praticamente staccata per la gravità della ferita riportata probabilmente dovuta al forte urto e l'animale non avrebbe più potuto volare. L'eutanasia era l'unica strada possibile da percorrere.

Ci rimasi male, inizialmente la tristezza per la notizia fu insopportabile. Avrei voluto essere un vero eroe ed invece non lo avevo salvato.

Poi ci ho pensato: quel povero animaletto ha avuto la fortuna di incontrare me che sono corso subito in suo aiuto e ho fatto di tutto per salvarlo.

Quel animaletto, dal momento in cui ha trovato il calore della mia giacca ha potuto vivere i suoi ultimi giorni tra l'amore del nostro aiuto e le cure della clinica.

Quel gufetto ci ha lasciato senza soffrire.

Si può dire che l'intervento GEV è stato quindi fondamentale per rendere questo triste epilogo il più lieto possibile.

Essere GEV significa essere pronti ad aiutare, ad intervenire, a seguire regole ed essere organizzati per portare avanti le nostre piccole missioni che ci rendono uomini grandi.

Il "mio" gufetto non volerà più ma noi GEV cercheremo sempre di essere eroi per volgere a lieto fine più storie possibili.

Provarci, esserci, conta più di qualunque cosa.

GEV Leonardo Torsello