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2018 - Le GEV monitorano gli sciuridi

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Logo gevDa oggi iniziamo a pubblicare una serie di "news" che illustrano alcune attività particolari delle GEV svolte nel corso del 2018.

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Dal 1992 l'Unione Europea ha istituito una struttura politica dedicata alla tutela ambienta-le, che è nata per soddisfare quella presa di coscienza avvenuta nell'opinione pubblica rispetto alla salvaguardia ambientale. Da quella data si sono quindi avvicendati diversi programmi LIFE con lo scopo di implementare gli aspetti politici e legislativi ambientali a livello Europeo, attraverso il finanziamento di progetti di rilevanza comunitaria.

Il progetto LIFE GESTIRE2020 in particolare è un progetto integrato che rivolge l'attenzione ai cambiamenti climatici e alla salvaguardia della biodiversità. Uno degli obiettivi cardine del progetto è quello di "Mantenere e migliorare lo stato di conservazione di habitat e specie", passando necessariamente per l'incremento delle connessioni ecologiche, conservazione di habitat e specie vegetali e animali di interesse comunitario e la gestione delle specie invasive.
A proposito di quest'ultimo punto, è stata stimata la presenza, in Europa, di 12.000 specie aliene naturalizzate, delle quali 1.500 considerate "invasive" a causa dei danni ecologici, sanitari, sociali ed economici provocati. Per tale motivo l'Unione Europea ha disposto il Regolamento UE n. 1143/2014, il quale prevede la stesura di una lista di specie alloctone invasive di rilevanza comunitaria, e contro le quali sono indicate appropriate misure di contrasto in tutti i paesi dell'UE. Tali misure si basano sulla prevenzione, sul rilevamento precoce, e sull'eradicazione rapida o gestione per quelle specie già ampiamente diffuse.
L'Italia ha recepito il regolamento europeo con il Decreto Legislativo n. 230/2017 entrato in vigore il 14 febbraio 2018. Con l'articolo 6 si dispone il divieto di introduzione di specie aliene (e tutto ciò che essa può comportare); gli articoli 8 e 9 prevedono delle possibili deroghe tramite accordi tra il Ministero dell'Ambiente e la stessa Unione Europea; gli articoli 18-23 individuano tutte quelle azioni consentite per il rilevamento, la gestione e il conte-nimento delle specie invasive, fermo restando la necessaria e obbligatoria assenza di angoscia e dolore degli animali nelle diverse fasi gestionali.
Tra le diverse specie aliene animali presenti al parco annoveriamo tra i più dannosi, attualmente, le tartarughe dalle orecchie rosse (Trachemys scripta elegans) e il gambero della louisiana (Procambarus clarkii) che hanno colonizzato gran parte delle zone umide, presumibilmente con un grave impatto su anfibi e ittiofauna, che però al momento è ancora in fase di valutazione.
Un'altra specie definita invasiva, e sempre più segnalata all'interno del parco, è rappresentata dallo scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis). Tale sciuride risulta in competizione con l'autoctono scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris), infatti la sostituzione dello scoiattolo rosso da parte di quello grigio, con conseguente estinzione della specie autoctona, è uno degli esempi più chiari tra i vertebrati di esclusione competitiva. Sperimentazioni condotte in Italia non hanno ritrovato interferenze comportamentali tra le due specie (aggressività interspecifica, predazione sui piccoli, esclusione territoriale), che risultano però essere in competizione indiretta dal punto di vista alimentare e spaziale. Lo scoiattolo grigio appare più efficiente nell'occupare lo spazio e sfruttare le risorse alimentari disponibili, riuscendo così a predominare sullo scoiattolo rosso a seguito di annate sfavorevoli per quest'ultimo. Inoltre è stato dimostrato, in studi condotti in altre parti del nord Italia, che lo scoiattolo grigio potrebbe veicolare nuovi patogeni potenzialmente pericolosi per la nostra specie nativa.
L'Italia gioca un ruolo chiave per la conservazione dello Scoiattolo rosso, dato che nel nostro Paese sono presenti le sole popolazioni naturalizzate di scoiattolo grigio dell'Europa continentale. Se l'espansione di quest'ultimo non verrà arrestata, buona parte dell'Europa sarà a rischio d'invasione, con conseguente estinzione dello scoiattolo roso in un'area vastissima.
Sulla base di queste considerazioni, le Guardie Ecologiche Volontarie sono state chiamate a seguire un corso, organizzato dalla Regione Lombardia, sul monitoraggio e sulla gestione della popolazione di scoiattoli grigi. Il corso prevedeva una parte teorica in cui sono stati affrontati temi sulla biologia ed ecologia delle specie in esame, con i riferimenti legislativi adottati nella gestione delle stesse. Successivamente una parte pratica su campo, in cui è stato mostrato un tipico transetto di monitoraggio con il posizionamento di hair tubes e trappole per la cattura degli sciuridi. Al termine del corso era previsto un esame, il cui superamento permetteva di diventare "Operatore di base" per tale attività, all'interno del proprio ente di appartenenza.

ATTIVITA' ALL'INTERNO DEL PARCO NORD
All'inizio del 2018 ha preso così avvio l'attività di monitoraggio sciuridi all'interno del Par-co Nord Milano, alla quale hanno partecipato un totale di 6 GEV.
targaLa tecnica utilizzata per il monitoraggio è consistita nell'utilizzo di tubi in PVC, hair tubes, della lunghezza di 30 cm circa e con un diametro di 6-7 cm, ai cui estremi è stato apposto del nastro biadesivo per rilevare i peli degli animali passati al suo interno. Le dimensioni d'ingresso sono importanti per l'efficacia del metodo: diametri piccoli possono limitare l'ingresso a individui di dimensioni superiori alla media, mentre diametri di dimensioni maggiori possono ridurre la sensibilità̀ del metodo. tuboI tubi sono stati legati ai tronchi di alberi a circa 1,50 m di altezza, con al loro interno 5 nocciole fungenti da attrattori per gli sciuridi.
Dal 14 gennaio al 7 aprile 2018, nella zona nord del Parco Nord Milano, sono stati posi-zionati un totale di 42 hair tubes, distanziati tra loro di circa 50-100 metri in linea d'aria, sia in zone dove precedentemente erano stati avvistati scoiattoli grigi, sia in zone dove non è mai stata segnalata alcuna presenza. I tubi sono stati disposti in modo da coprire omogeneamente le superfici boscate. Tutti gli hair tubes sono stati assicurati ad alberi all'interno dei boscati in zone difficilmente raggiungibili od osservabili dai fruitori, in modo da diminuire il disturbo antropico.
Gli hair tubes sono stati controllati con una cadenza settimanale, per un totale dai 2 ai 5 controlli ciascuno. A ogni controllo è stata segnata la presenza/assenza di peli e nocciole, i peli rinvenuti sono stati asportati e successivamente controllati al microscopio a un in-grandimento di 40X e 100X per il riconoscimento di specie.

tondeggiantereniformeIl carattere distintivo tra le due specie risiede nella morfologia della sezione trasversale del pelo, che si presenta di forma rotondeggiante nello scoiattolo grigio, mentre nello scoiattolo rosso è reniforme. Dei 42 hair tubes, 19 non sono mai stati visitati, in 15 sono stati rinvenuti peli appartenenti sia alla specie autoctona sia a quella alloctona, 7 sono stati visitati esclusivamente da scoiattoli rossi, in uno non è stato possibile identificare la specie.
tubobastoneIn un caso un tubo è risultato manomesso con all'interno un bastone.
Il numero di hair tubes visitati è generalmente direttamente proporzionale alla densità degli scoiattoli, ma non avendo dati che mettano a confronto il tasso di utilizzo degli hair tubes da parte di questi con la loro densità in un ambiente altamente antropizzato di piccoli boscati frammentati come quello del Parco Nord di Milano, non è possibile ottenere dai dati raccolti una densità assoluta delle due specie. È bensì possibile fare considerazioni con stime relative.
Sulla base dei risultati ottenuti si è quindi calcolato un Indice di Densità Relativa (IDR) o di abbondanza della specie, che è rappresentato dal numero di hair tubes positivi sul numero totale dei tubi posizionati.
IDR totale per lo scoiattolo grigio è 0,36, per lo scoiattolo rosso 0,52. Scorporando il dato a due e quattro settimane di controllo si ottiene per il rosso un indice di densità relativa di 0,37 e 0,36 rispettivamente, mentre per il grigio di 0,22 e 0,2. Si nota come l'indice risulti pressoché invariato, dimostrando un comportamento costante nella visita dei tubi da parte delle due specie esaminate nel periodo di controllo.

Nella tabella seguente il dettaglio dei diversi controlli effettuati sugli hair tubes:

Tabella 1

NV=non visitato.

In base all'indice di densità relativa si può osservare come sul territorio ci sia una presenza maggiore dello scoiattolo rosso rispetto quello grigio.

Nell'immagine di seguito sono riportate le posizioni degli hair tubes utilizzati, con evidenziati in rosso quelli che sono risultati essere stati visitati da scoiattoli rossi ed in grigio quelli visitati da scoiattoli grigi.

cartinaSulla base di tali risultati sono state predisposte successivamente, nel periodo andante dal 25 novembre al 14 dicembre, un totale di 11 trappole nelle aree dove è stata accertata la presenza dello scoiattolo grigio, al fine di catturare tali esemplari per limitare la loro diffusione e il loro impatto sulla specie autoctona. Inoltre alcune trappole sono state posizionate anche là dove era stata accertata solo la presenza dello scoiattolo rosso o dove mancavano entrambi, in modo da verificare la correttezza del precedente monitoraggio con gli hair tubes e controllare se nel tempo intercorso erano avvenuti dei cambiamenti nella distribuzione degli sciuridi all’interno del parco. A questo lavoro hanno partecipato un totale di 3 GEV.

Le trappole posizionate sono state lasciate in prebaiting per una settimana, ovvero venivano rifornite di nocciole giornalmente senza però essere attivate, di modo che gli scoiattoli potessero abituarsi alla loro presenza ed ad entrarci senza timore. Successivamente si sono effettuate due settimane di trappolamento, con due controlli giornalieri: uno in tarda mattinata ed uno nel pomeriggio poco prima che imbrunisse. L’attività degli scoiattoli infatti per lo più cessa col buio ed i due controlli permettono di controllare l’eventuale trappolamento degli sciuridi dopo i periodi di maggiore attività mattutina e serale, evitando così che individui rimangano all’interno delle gabbie per troppo tempo. Tutti gli animali ritrovati all’interno delle trappole che non fossero scoiattoli grigi sono stati liberati appena individuati.

Trappole

Nelle tabelle di seguito sono riportati i risultati delle due settimane di controlli.

Tabella 2

Sotto è invece riportata la posizione delle trappole posizionate, con evidenziate quelle ritrovate occupate da scoiattoli rossi.cartina 2

I risultati ottenuti hanno riconfermato la presenza dello scoiattolo rosso nei boscati dove ne era stata accertata la presenza, ad eccezione del boscato del Percorso Botanico e boscati limitrofi, zona in cui era inoltre stata verificata la maggiore presenza di scoiattolo grigio. Da segnalare è però il forte disturbo antropico dovuto a tagli di diradamento avvenuto durante il periodo di trappolamento all’interno dei boscati del Percorso Botanico, che può aver causato lo spostamento delle due specie di sciuridi.

Da notare inoltre è il ritrovamento più volte di scoiattoli rossi nella trappola posizionata nei boscati retro cascina, dove il monitoraggio tramite hair tubes aveva dato risultati negativi. E’ possibile che questo sia dovuto alla sovrabbondanza di noccioli in questo boscato, che rendono superfluo allo scoiattolo il ricercare le nocciole all’interno dell’ hair tubes. Non è comunque da escludere una frequentazione di questi boscati da parte degli scoiattoli a partire da periodi successivi al monitoraggio effettuato, anche a causa del forte disturbo presente negli altri boscati.

Secondo esperienze in altri parchi, in presenza di entrambe le specie di scoiattolo, il grigio, muovendosi per più tempo a terra rispetto al rosso, ha maggiori probabilità di essere attirato nella trappola. La mancanza di ritrovamenti di scoiattolo grigio fa quindi pensare ad una presenza molto ridotta di quest’ultimo rispetto al rosso, mentre il ritrovamento di più esemplari di quest’ultimo lascia ben sperare. Ulteriori monitoraggi sono necessari per verificare l’andamento delle popolazioni di scoiattoli grigi e rossi.

Un secondo periodo di trappolamento è previsto all’inizio dell’anno 2019, per coprire i boscati non controllati durante le prime due settimane (I lotto, II lotto, boscati Binari Breda).

GEV Tiziana Trogu, Leila Kataoka