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Giornata della Memoria al Monumento al Deportato

PDF Stampa Scritto da Chiara Boscaro    Martedì 17 Gennaio 2012 10:20

"Il sangue dei deportati
dilavò su queste pietre
delle cave di Gusen
e di Mauthausen"

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Questa iscrizione è incisa alla base del Monumento dedicato a tutti i cittadini arrestati dai nazifascisti e deportati nei Lager nazisti che lavoravano nelle grandi e piccole fabbriche dell’area industriale di Sesto San Giovanni.

DOMENICA 29 GENNAIO alle ore 10.30 avrà luogo il corteo al Monumento al Deportato per la celebrazione della Giornata della Memoria, con le Istituzioni locali e provinciali, in collaborazione con il Servizio GEV Partenza al parcheggio di via Clerici e all'ingresso di via Suzzani; i due spezzoni del corteo si riuniranno sottolo la montagnetta per raggiungere insieme il Monumento. 

Per la Giornata della Memoria, inoltre, il parco ha previsto altre iniziative di commemorazione e di ricordo.

Per le scuole (solo su prenotazione, max 6 classi al giorno). A cura delle ragazze in servizio civile al Parco Nord Milano. Nei giorni 26 e 27 Gennaio 2012 le classi verranno accompagnate dai nostri educatori alla scoperta dei Bunker Breda, utilizzati dagli operai della vicina fabbrica per ripararsi durante i bombardamenti. I ragazzi potranno rivivere sensazioni e timori degli operai grazie a contributi audio e video forniti da EUMM – Ecomuseo Urbano Metropolitano Milano.Nord, rifletteranno sul rapporto tra storia e natura osservando le rovine dell’Ex-Palazzina Volo e arriveranno a rivivere i passi dei deportati di Mauthausen scalando i gradini che, come la tristemente famosa Scala della Morte, portano al Monumento al Deportato dell’arch. Belgioioso (che ricorda tutti i lavoratori delle fabbriche sestesi deportati nei campi di concentramento nazisti). Ad ogni classe verrà chiesto di trovare e portare oggetti risalenti al periodo della Seconda Guerra Mondiale.  Tel. 02241016.217  E-mail urso@parconord.milano.it

Per tutti (solo su prenotazione, max 40 persone al giorno). A cura delle ragazze in servizio civile al Parco Nord Milano e con la parteciapzione dell'ANED. Nei giorni 28 e 29 Gennaio 2012, dalle 14,30, avverrà l'apertura straordinaria dei Bunker Breda e ad una visita guidata al Monumento al Deportato. Sarà possibile osservare il rapporto tra natura e storia nei resti della vita delle fabbriche disseminati e nascosti all’interno (e nel sottosuolo) del Parco. La collinetta artificiale, l’ex carroponte ora Teatrino, l’Ex-Palazzina Volo sono solo alcune delle testimonianze di un passato di lavoro e di eroismo, come dimostrano i 563 nomi incisi sulle lapidi che compongono il Monumento al Deportato, opera dell’arch. Belgioioso. Tmemoria_2011_2el. 02241016.217  E-mail ritarapisarda@parconord.milano.it

Il monumento, progettato dallo studio BBPR degli architetti Lodovico, deportato a Mauthausen, Gusen e Gunskirchen e Alberico -  suo figlio - Barbiano di Belgiojoso, coadiuvati dal maestro d’arte Giuseppe Lanzani, è stato collocato sulla collina del Parco Nord nel novembre 1998. Questa forte presa e compromissione nella guerra dei componenti dello studio si manifesta già subito dopo la fine del conflitto con un'opera emblematica come il monumento ai morti nei lager tedeschi a Milano nel Cimitero monumentale (1946), e qui trova un più maturo compimento artistico.
In occasione della Giornata della Memoria, 27 Gennaio 2012, sono stati effettuati i lavori di ripristino del Monumento, esempio di land art (arte del paesaggio) in quanto opera che vive in relazione a ciò che sta intorno ad essa, la natura del parco.
Una piccola salita in acciottolato precede una scalinata monumentale di alti gradini neri, che evoca la Scala della Morte di Mauthausen, dalla quale incomincia a scorgersi il Monumento al Deportato.
Due elementi in ferro a U, come due bracci, alti sette metri, accolgono le pietre originali dei campi di concentramento ove furono rinchiusi i lavoratori delle fabbriche.
La stele, fissata in un basamento di porfido con superficie grezza (così come prelevata dalla cava), è contornata da sei urne.  Infine, un semicerchio formato da trenta masselli in porfido con incisi i nomi dei 563 deportati deceduti e sopravvissuti invita i visitatori a salire la breve scalinata.
Il Deportato è rappresentato da una figura stilizzata che affonda i piedi nei sassi e che ha altri massi al posto della testa. Questa figura ha un doppio significato: da un lato l’espressione massima dello sfruttamento dell’uomo nel Lager, dalla testa ai piedi investito dal lavoro disumano e sovrumano che ne determina un rapido decadimento fisico e poi la morte; dall’altro le pietre al posto della testa rappresentano il massimo della spersonalizzazione della dignità di un uomo: il deportato non doveva pensare, ragionare, ma solo eseguire ordini.
Alla base del monumento sono posti due grandi catini contenenti massi provenienti dalle cave di pietra di Gusen e di Mauthausen e sei teche con le ceneri e le terre dei Lager di Gusen (dove sono morti 97 Cittadini Sestesi), Mauthausen (luogo simbolo della deportazione politica italiana), Ebensee (dove si trovavano le fabbriche V1 e V2, nelle gallerie e montagne), Dachau, Auschwitz (dove vi fu il maggior numero di Vittime selezionate per la camere a gas e forni crematori), Ravensbrück (campo della Deportazione Femminile) e Hartheim (il Castello, luogo di eutanasia), dove furono deportati i nostri lavoratori.

L'opera, voluta dal Comune di Sesto San Giovanni e regalata al Parco, impone al visitatore di percorrere tutta la scalinata in sassi levigati che lo porta alla sommità della Montagnetta, in una radura che sembra appositamente creata per fargli spazio e per contemplare il panorama circostante.

Dalla cima della Montagnetta si possono scorgere non solo il parco e i boschi che lo circondano, ma anche la città stessa, parte integrante di un paesaggio disegnato dal lavoro dell’uomo, dalla sua storia e dalla storia delle fabbriche.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 26 Gennaio 2012 12:54 )