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Progetto 2008 - 2009 - Fasi di attuazione del progetto

PDF Stampa Scritto da Massimo Urso    Lunedì 16 Giugno 2008 13:44

Il progetto vuole complessivamente declinare modalità di fruizione innovative del verde, attraverso tre direzioni di intervento (monitoraggio del territorio, divulgazione e informazione, servizi alla persona), coerenti con gli obiettivi generali e specifici individuati, su quattro tematiche trasversali (naturalità del paesaggio, incremento della biodiversità, risparmio energetico e mobilità dolce).

Ognuna di queste direzioni di intervento verrà intrapresa attraverso Piani di attuazione specifici, in cui i giovani in servizio civile parteciperanno in forma creativa ed esecutiva nelle fasi di attuazione del progetto:

Fase di programmazione esecutiva
A partire dalla programmazione concreta delle attività che verrà svolta mese per mese in una riunione con l'Operatore Locale di Progetto, i giovani in servizio civile saranno accompagnati nella declinazione concreta delle attività inserite nei piani di attuazione. E' indubbio infatti che, seppure le attività vengono definite in fase progettuale, il coinvolgimento fin dall'inizio nella strutturazione concreta di attività è la garanzia migliore di un'alta motivazione al lavoro. Se sono chiari obiettivi, piani di attuazione e attività, la modalità in cui esercitare il lavoro e l'organizzazione del proprio tempo-lavoro sono due caratteristiche dinamiche importantissime in funzione formativa e in prospettiva di un inserimento lavorativo nel mercato del lavoro, che spesso i giovani non hanno occasione di mettere in pratica.
Si ritiene pertanto che sia come singoli che come gruppo, le potenzialità creative dei giovani vadano esplorate e alle stessa vada lasciato lo spazio per emergere e per condizionare processi che, da questo punto di vista, devono prevedere possibili aperture ed esiti finali difformi.

Fase di attuazione vera e propria
Per evitare un esercizio puramente di tipo accademico, i giovani saranno chiamati a svolgere in prima persona le attività programmate insieme. La concretezza delle azioni cioè deve potersi confrontare con le modalità di attuazione più o meno realistiche che emergono in sede di programmazione: il riconoscimento dei vincoli di realtà e la capacità di trasformarli in opportunità lavorative finalizzate all'obiettivo è un'altra qualità dinamica che nel percorso scolastico i giovani non si trovano mai ad affinare. Risorse economiche, risorse umane, risorse organizzative, risorse temporali, risorse spaziali sono tali solo se si esce dalla logica dell'emergenza che inevitabilmente ne fa emergere il carattere limitato.
Successi o insuccessi verranno via via monitorati con due canali distinti: attraverso il monitoraggio interno con la Direzione Generale e attraverso il monitoraggio esterno con l'Ente di 1° classe (vedi oltre) . Infine, l'attuazione in prima persona dei processi programmati mette i giovani di fronte alle loro responsabilità, affinando le caratteristiche di aiuto reciproco (il gruppo come risorse) e cooperativo (le differenze all'interno del gruppo devono essere percepite dai giovani stessi come possibilità di soluzione di  problemi).

Fase di verifica costante
Già il monitoraggio in itinere comporta valutazione continua in merito ai singoli piani di attuazione. Si vuole però introdurre elementi di valutazione anche per quanto riguarda il progetto nel suo complesso, l'individuazione di indicatori misurabili di successo, la quantificazione del raggiungimento degli obiettivi sulla base di quegli indicatori.
Interrogarsi su cosa ha funzionato e cosa no deve spostare necessariamente l'asse della riflessione dall'essere dentro il processo alla valutazione degli esiti generati. Non si vuole affermare qui che uno sia più importante dell'altro, ma che entrambi i tipi di verifica devono trovare le sedi opportune in cui emergere: il primo, legato più all'ego dei giovani verrà monitorato attraverso il monitoraggio esterno, il secondo attraverso il monitoraggio interno della Direzione Generale. I giovani , in questa maniera, possono esplorare come la fase di verifica non serva solo a loro per riconoscere e valorizzare i propri successi/insuccessi, apprendimenti/aspettative, ma che una processo di verifica parallelo serve anche all'Ente, in grado di porsi in ascolto di un'opinione sulle dinamiche lavorative intercorse. L'opinione dei giovani, in questa prospettiva, diventa opinione qualificata perché responsabilizzante e utile dalla direzione generale per l'organizzazione di futuri processi.

Fase di comunicazione all'esterno
Quest'ultima fase è molto importante proprio perché, per evitare di concludere l'esperienza vissuta durante un anno con la chiusura del progetto di servizio civile: l'individuazione di tre prodotti editoriali definiti, che dovranno scaturire dai tre percorsi paralleli intrapresi, rimetterà in circuito le competenze acquisite e le esperienze intraprese durante l'anno, proiettandole nel futuro. La fase di comunicazione e la produzione di tre prodotti editoriali definiti è cioè sia valorizzazione di un'esperienza svolta che, al tempo stesso, palestra di addestramento specifico e nuova apertura verso i cittadini-fruitori, in una proiezione che va oltre l'arco temporale del servizio civile.

I tre prodotti editoriali ipotizzati sono:

  • Per la prima direzione di intervento, l'Atlante della biodiversità (almeno in una prima versione)
  • Per la seconda direzione di intervento, una Guida al Parco (accessibilità, percorsi, approfondimenti, attrezzature)
  • Per la terza direzione di intervento, una Guida ai Servizi (educazione ambientale, iniziative, eventi, percorsi educativi, laboratori, modalità di interazione)
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 16 Giugno 2008 14:48 )