Giardino vie Vinci/Filzi Cormano
Il progetto
La genesi di questo intervento è estremamente articolata. Nel 2001 l’Amministrazione del Comune di Cormano acquistava un’area compresa tra le vie Edison, L. Da Vinci, F. Filzi e Adda, della superficie di ca. 5,6 Ha,· per la creazione di un grande parco urbano.
A fine di garantire un intervento che fosse, per quanto possibile espressione dei bisogni della cittadinanza e, dalla stessa condiviso, dal settembre 2002 al febbraio 2003 venivano attivati dei laboratori di progettazione partecipata finalizzati a fornire delle indicazioni per la definizione dell’intervento di trasformazione di questa grande area.
Sulla base di queste indicazioni, veniva incaricato della progettazione dell’intervento il Servizio Sviluppo Parco del Consorzio Parco Nord Milano.
Le analisi svolte dai tecnici consortili hanno immediatamente evidenziato che, se il progetto doveva parlare ai cittadini e, conseguentemente, fondamentale era cercare di dare risposta alle sollecitazioni fornite dal Laboratorio di progettazione partecipata altrettanto rilevante era assicurare che il nuovo parco in qualche modo dialogasse con il territorio circostante, innervandolo e valorizzando le risorse che lo stesso avrebbe potuto mettergli a disposizione. Per tale motivo la prima indagine ha riguardato l’ambito territoriale in cui lo stesso si sarebbe posto, una posizione semi-centrale in un tessuto prevalentemente residenziale caratterizzato da recenti e rapide trasformazioni, ancora in evoluzione, tuttavia già in grado di assumere più ruoli fondamentali nel tessuto urbano:· uno “spazio dell’equilibrio” tra trasformazioni destinate a “riempire” luoghi ed altre destinate a liberarli, un riferimento baricentrico per il sistema del verde comunale e sovracomunale, un nodo di collegamento per la viabilità alternativa, un momento di contatto e di passaggio tra città consolidata e spazi in trasformazione.
Per assurgere a tutte queste funzioni il parco deve diventare uno spazio vissuto, ecco quindi che assolutamente rilevante è stato soddisfare i requisiti posti dalla cittadinanza ma anche incentivare l’utenza potenziale già presente (la scuola, la biblioteca, l’asilo, il centro di aggregazione giovanile, la nuova residenza), assicurando una frequentazione più ampia possibile ed in tempi brevissimi.
La filosofia progettuale che ha orientato la genesi del progetto si articola intorno ai due grandi assi di attraversamento nord/sud e nord-est/sud-ovest. Questi assi di collegamento rispondono innanzitutto all’esigenza di fare del parco un importante luogo di collegamento all’interno della città; da un lato infatti si correlano i flussi di traffico provenienti dalla residenza, dai comuni di Cusano Milanino, di Paderno Dugnano e di Novate Milanese e, attraverso percorsi ciclopedonali esistenti e di progetto, si dirigono verso il centro sportivo comunale, il sistema del verde di quartiere ed il costruendo PLIS ai confini con Novate Milanese (Balossa), dall’altro, si è reso un segno circostanziato, l’asse centrale di un comparto residenziale, un importante elemento di connessione tra il nuovo e, attraverso la riqualificata Via Oberdan, la città storica, il polo monumentale di villa Manzoni ed il Parco Nord Milano.
A questi due grandi segni è stato poi “appeso” un sistema di collegamenti di carattere più “locale”, fondamentale, tuttavia, per dare vita ed energia al Parco. Grazie alla collaborazione delle Direzioni didattiche e degli assessorati competenti è stato possibile garantire l’apertura di scuola e biblioteca al nuovo parco per iniziative, didattiche, sportive e culturali dalle stesse organizzate; per sostenere tali attività si è inoltre provveduto al rifacimento delle recinzioni di separazione con il parco, alla costruzione, all’interno del parco di un campo da calcio a 7 e di una pista di atletica da 80m, alla formazione di un percorso pedonale illuminato, alla costruzione di un sistema geometrico di aiuole colorate e profumate ed il collegamento, a mezzo di un pergolato, ai percorsi principali. Il pergolato tuttavia assolve anche ad una seconda ed importante funzione, non è infatti pensato solo come spazio di ombrosa riflessione per chi volesse leggere o studiare all’aperto ma anche come un palese invito per i ragazzi del Centro di Aggregazione Giovanile ad “Uscire” ed appropriarsi del parco.
La presenza del Centro di Aggregazione Giovanile infatti è stata valorizzata collegandola, attraverso uno specifico percorso, alla parte interna del parco e dotando il parco di uno spazio specifico per lo skate.
L’area skate sfrutterà inoltre uno dei tre rilevati ipotizzati per variare l’andamento plano altimetrico del parco; la loro posizione, su via Adda e via L. Da Vinci è stata pensata per garantire, unitamente a due piccoli rimboschimenti, una riqualificazione dei fronti meno pregiati dell’area. I rilevati hanno comunque altezze modeste (non oltre i 3 m) in modo da rappresentare un filtro ma non una barriera rispetto al contesto circostante.
L’azione di filtro, nelle altre parti del parco, sarà invece assolta dalle alberature; scegliendo specie autoctone di prima grandezza, unitamente ai filari già esistenti, si è scelto di fare in modo che la sua realtà divenga palese in modo progressivo anche a chi dovesse transitare sulle strade circostanti, garantendo, nel contempo, una parziale protezione acustica ed ambientale dal traffico circostante.
Ai bambini più piccoli saranno inoltre destinati specifici spazi gioco nella zona sud del parco, in prossimità dell’asilo Carcano.
Un ulteriore importante percorso del parco è rappresentato dalla pista ciclabile, che grazie ad un andamento planoaltimetrico mistilineo, garantisce, anche a chi scelga di non volersi muovere dal parco, la possibilità di percorrere un itinerario di ca. 600 m sempre diverso e ricco di opportunità.
Il sistema dei percorsi determina inoltre la suddivisione dell’area di progetto in grandi, stanze, alcune destinate ad impianti ed attrezzature, altre, invece, lasciate esclusivamente a prato o prato alberato in modo da garantire spazi di relax, per il gioco libero ma anche flessibili, da impiegarsi variamente sulla base delle esigenze del momento (anfiteatro naturale per rappresentazioni, sede di mostre ed esposizioni, ecc.).
Il verde che, insieme ai percorsi, determina l’architettura del parco si caratterizza quindi per i prati e le piante a filare; pochissimo spazio, infatti è stato lasciato ad ambiti rimboschiti. Questa scelta, se potrebbe sembrare penalizzante, risponde ad una precisa esigenza di assicurare la sicurezza per gli utenti; la permeabilità allo sguardo rappresenta infatti un efficace antidoto contro possibili sgraditi incontri.
Sempre in tema di sicurezza per quanto concerne l’illuminazione, si è scelto di proporre un’illuminazione dedicata alle sole parti del parco che si ritiene possano essere oggetto di un uso serale sistematico e che assurgano ad elementi significativi di riconoscibilità: il pergolato, il percorso a servizio di scuola e biblioteca, l’accesso al Centro di Aggregazione Giovanile e le fontane, i grandi assi di attraversamento.
Un’annotazione a parte meritano le acque superficiali che danno il nome al nuovo parco dove si è cercato di concentrare in pochi segni alcuni importanti concetti: l’acqua come momento ludico, l’acqua come elemento architettonico, l’acqua come memoria storica. I laboratori di progettazione partecipata avevano manifestato come l’identità del parco si correlasse anche alla riconoscibilità di alcuni suoi luoghi; l’acqua adempie a tale compito ponendo in evidenza due luoghi significativi: l’ingresso da via Oberdan, mediante una fontana di forma rettangolare che, grazie anche ai giochi d’acqua e di luce, crea una sorta di quinta di chiusura del percorso nord-sud; il centro concettuale del parco, intersezione dei due grandi percorsi che, grazie ad una fontana triangolare ed ai ventagli d’acqua e luce, diventa riconoscibile da· ogni angolo del parco.··
I laboratori avevano tuttavia anche sottolineato il bisogno di giocare con l’acqua, ecco il motivo per cui la fontana triangolare è pensata non solo come monumento ma anche, grazie all’ acqua a scorrimento, al gioco di grandi e piccini.
Le planimetrie catastali e la memoria del luogo avevano evidenziato, inoltre, come questa fosse, un tempo non troppo lontano, un’area agricola irrigata dalle acque derivate dal canale Villoresi; il sistema di acque superficiali è scomparso nel tempo ma si è deciso di garantirne memoria riproponendo un segno d’acqua ad imitazione dei vecchi canali agricoli.
Nella scelta dei materiali e delle tipologie costruttive per il presente progetto si è cercato di perseguire i seguenti obiettivi: facilità d’uso, elevata riconoscibilità, bassi costi di manutenzione e limitata vandalizzabilità.
Per tali motivi si è optato per materiali già ampiamente testati; così i percorsi ciclabili sono stati realizzati in conglomerato bituminoso pigmentato rosso, mentre i percorsi pedonali saranno in battuto di cemento lavorato superficialmente in modo da renderlo anti sdrucciolevole.
Per le piazze, i punti di sosta ed alcuni percorsi di maggior pregio si è scelta invece una soluzione in masselli autobloccanti.
I giochi per i bambini saranno dotati di apposita pavimentazione anti trauma in gomma. Tale tipo di pavimentazione verrà inoltre utilizzato ad integrare la pavimentazione bituminosa speciale dell’area skate.
Al fine di limitare gli interventi manutentivi anche sul verde la scelta dovrebbe cadere su specie autoctone tipiche dell’areale di progetto, inoltre, al fine di garantirne l’attecchimento si è pensato di corredare alberi ed arbusti di impianto di irrigazione. Per l’irrigazione e per le acque superficiali, al fine di ridurre i costi di gestione e lo spreco di risorse naturali si è pensato all’apertura di un pozzo che possa garantire autonomamente l’alimentazione del parco e ad un sistema di ricircolo per le fontane ed il canale.
Analoghi principi sono stati adottati gli elementi d’arredo: panchine monolitiche in cls, cestoni porta rifiuti in acciaio, fontanella in ghisa e bagno autopulente in calcestruzzo, staccionate in legno trattato e giochi per bambini in legno e acciaio.
Questi ultimi, in particolare, risponderanno alle norme UNI-EN per la sicurezza.
Progettisti: Servizio sviluppo Parco
Costo: € 1.300.000,00
Enti finanziatori: Comune di Cormano
Inizio lavori: Ottobre 2006; Fine lavori: maggio 2008
Localizzazione
Comune di Cormano, area compresa tra le vie Edison, L. Da Vinci, F. Filzi e Adda
Foto
Planimetria generale di intervento


Festa di inugurazione del PARCO DELL'ACQUA sabato 10 maggio 2008
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vista dal rilevato verso Est - sullo sfondo l'area giochi per bambini



il porticone a lato del CAG - il giardino delle rose

la fontana gioco triangolare (in uso da settembre)
percorso pedonale
canale
Altre informazioni
Gli interventi di progetto consistono in:
- rimodellazioni del terreno: i rilevati di progetto sono posizionati su via Adda e via L. Da Vinci e avranno comunque altezze modeste (non oltre i 3 m) in modo da rappresentare un filtro ma non un argine rispetto al contesto circostante;
- formazione di percorsi ciclopedonali: il sistema dei percorsi determina la suddivisione dell’area di progetto in grandi, stanze, alcune destinate ad impianti ed attrezzature, altre, invece, lasciate esclusivamente a prato o prato alberato;
- verde: si caratterizza per i prati e le piante a filare;
- formazioni di attrezzature per il gioco, strutture ludico sportive e arredamento urbano: è' stato possibile prevedere l’apertura di scuola e biblioteca al nuovo parco per iniziative, didattiche, sportive e culturali dalle stesse organizzate; per sostenere tali attività si è ipotizzato quindi il rifacimento delle recinzioni di separazione con il parco, la costruzione, all’interno del parco di un campo da calcio a 7 e di una pista di atletica da 80m, la formazione di un percorso pedonale illuminato (utilizzabile tuttavia anche dai mezzi di soccorso) per l’accesso agli spazi sportivi da parte delle associazioni, la costruzione di un sistema geometrico di aiuole ed il collegamento, a mezzo di un pergolato, ai percorsi principali.
Ai bambini più piccoli saranno inoltre destinati specifici spazi gioco nella zona sud del parco, in prossimità dell’asilo Carcano Poco distante si troverà inoltre l’area skate, che sfrutterà uno dei tre rilevati ipotizzati per variare l’andamento plano altimetrico del parco.
Ai bambini più piccoli saranno inoltre destinati specifici spazi gioco nella zona sud del parco, in prossimità dell’asilo Carcano. - sistema delle acque superficiali: l’acqua adempie pone in evidenza due luoghi significativi, l’ingresso da via Oberdan, mediante una fontana di forma rettangolare che, grazie anche ai giochi d’acqua e di luce, crei una sorta di quinta di chiusura del percorso nord-sud; il centro concettuale del parco, intersezione dei due grandi percorsi che, grazie ad una fontana triangolare ed ai ventagli d’acqua e luce, diverrà riconoscibile da ogni angolo del parco.




