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Emergenza Ippocastani

PDF Stampa Scritto da VILLA GABRIELE    Lunedì 03 Novembre 2008 21:00

Area Tematica: Problematiche dei sistemi vegetazionali

Argomento: Emergenza Ippocastani

Il gruppo di Lavoro che ha sviluppato l'argomento in oggetto è costituito da:

Unità Gestione Parco Nord  - R.Gini, R.Zanata, F.Campana, R.Tucci, B.Selleri,M.Segabrugo

Demetra Soc. Coop. Soc. O.N.L.U.S.  -  G. Villa, L.Bonanomi, C. Rancati, G. Cereda

 

All'interno del progetto di ricerca Laboratorio Boschi, sono stati presi in considerazione alcuni argomenti, suggeriti dall'Unità di Gestione, che necessitano di alcuni approfondimenti, sia in termini di conoscenza dei fenomeni sia nella ricerca di eventuali soluzioni.

I vari studi sono stati svolti con la collaborazione e la consulenza del Prof Francesco Ferrini dell'Università di Firenze, esperto di queste problematiche.

Gli argomenti individuati, Emergenza Ippocastani e Studio e applicazione di metodi ecocompatibili per la lotta ai parassiti sono inerenti alla gestione delle emergenze fitopatologiche, che normalmente sono la preoccupazione maggiore del gestore, - mentre Ricerca di metodi e sistemi per il controllo dello sviluppo delle radici, affronta il problema della prima collisione tra alberi e manufatti nel Parco, la presenza di alberi lungo le piste ciclabili che con le loro radici distruggono il manto asfaltato creando non pochi problemi ai numerosi fruitori bike&skate del Parco.

L'ultimo argomento affronta un tema più generale, che probabilmente non potrà essere svolto in così poco tempo, che è quello della fertilità del suolo di Parco Nord, che molte volte determina il successo o l'insuccesso di molti interventi di piantumazione ed in genere di sviluppo del patrimonio vegetale

EMERGENZA IPPOCASTANI

Partendo dal numero elevato di Ippocastani presenti, tra l'altro utilizzati per creare l'unico segno architettonico e simbolo del parco, si è cercato di affrontare la cosiddetta emergenza ippocastani, che negli anni scorsi ha destato non pochi allarmi in tutta Italia.

Un livello di attenzione massimo che è stato attivato dai devastanti danni a carico dell'apparato fogliare di Aesculus h., provocati da una parte dal fillominatore Cameraria o., al quale si aggiunge una conosciuta micopatia sostenuta da Guignardia a. in un quadro generale già indebolito per la presenza di una fisiopatia denominata "Bruciore non parassitario".

Fortunatamente, in generale, il problema si è molto ridimensionato, e la gestione del fenomeno è passata da trattamenti a tappeto, usando tutte le tecniche e i prodotti disponibili, ad un "stiamo a vedere cosa succede" e sta succedendo che in alcune città, nonostante da tre/quattro anni non si faccia più nulla, la presenza di Cameraria si è notevolmente ridotta (per cause ancora da accertare), mentre permangono la micopatia e la fisiopatia citate, che determinano danni di entità diversa essendo legate all'andamento climatico, alle caratteristiche stazionali ed altre variabili.

A Parco Nord si è registrato il primo attacco massiccio di Cameraria nell'anno 2000 , dopodiché nel 2001 si sono effettuati i primi trattamenti: circa 40 alberi trattati con il metodo endoterapico ad assorbimento naturale, utilizzando il p.a Imidacloprid, mentre i rimanenti 300 soggetti in filare, trattati per aspersione, sempre con lo stesso p.a., una sola volta, sulla prima generazione.

Lo stesso programma è stato applicato negli anni successivi fino al 2003, eliminando solo gli interventi endoterapici, cambiando il p.a. insetticida con Abamectina ed aggiungendo alla soluzione utilizzata un p.a. fungicida (Tiabendazolo).

In generale i risultati sono stati molto visibili e si è passati dalla presenza di alberi completamente defogliati gia alla metà di luglio, ad una situazione di normalità, con buona pace dei gestori e dei fruitori del parco allarmati dall'aspetto desolante dei viali spogli in estate.

Ovviamente il programma di trattamenti così concepito aveva lo scopo di contenere l'attacco parassitario accettando una soglia di danno abbastanza elevata, nonostante ciò si è sempre notata la presenza, sui filari, di soggetti quasi senza alcun danno vicini ad altri con vistosi segni di attacchi parassitari di varia natura, la cosa è sembrata abbastanza inspiegabile ed ha dato origine all'idea di verificare nel corso degli anni, ad una certa data, lo stato dell'apparato fogliare degli ippocastani del Parco per vedere se il fenomeno era casuale oppure si ripeteva su alcuni individui o in alcuni ambiti.

Nei successivi anni 2004 - 05 - 06 , non sono stati effettuati trattamenti di sorta e già dall'estate del 2004 si è potuto rilevare che alcuni alberi non presentavano danni visibili all'apparato fogliare.

La raccolta di questi dati è stata fatta in modo semplice, dove l'operatore doveva classificare lo stato della chioma, indipendentemente dalla causa del danneggiamento fogliare, secondo uno schema definito in:

 

  Chioma

Danno

Danno

Danno

quasi perfetta

Assente

Medio

Grave

100%verde

80% verde

 Assenza di verde

Classe A

Classe B

Classe C

Classe D

a_b.jpg

 Due esmplari che rappresentano: a sinistra la tipologia A e a destra la tipologia B

   c_d.jpg

 A sinistra la tipologia C e a destra la tipologia D, ovvero alberi completamente defogliati che hanno emesso nuove foglie nel mese di luglio.

 Le osservazioni sono state effettuate nell'estate del 2004 -2005 - 2006 - 2007 - 2008

Dalle prime analisi dei dati sembra venga confermato quanto osservato nel corso degli anni, ovvero ci sono soggetti (0,5%) che non hanno mai manifestato danni, alcuni soggetti (2,5%) solo lievi danni, mentre un 34% ha subito sempre gravi danni. Vedi Tabella Riepilogativa  alt hippo_parconord_elaborazione.pdf

Le considerazioni che si possono fare sono molteplici, è risaputo per esempio che la composizione del suolo a Parco Nord ha delle caratteristiche che variano sensibilemnte da un luogo all'altro, prendendo in esame il solo Ph troviamo valori che vanno da Ph 4,5 a 8 in uno spazio di poche decine di metri, deve inoltre essere tenuta presente una certa variabilità specifica degli alberi, essendo questi tutti da seme, che potrebbe determinare una diversa reazione agli attacchi parassitari.

Ed è appunto questo aspetto che ci ha spinto a proseguire negli anni la raccolta dei dati, che necessariamente verranno correlati con le analisi del suolo e fogliari per verificare se esiste un fattore o più fatttori che possono determinare le diverse reazioni agli attacchi dei patogeni.

Se i fondi a disposizione lo permetteranno si pensa anche di effettuare delle analisi morfologiche (misura dgli angoli di inserzione, struttura, misure fogliari, etc) e anche analisi genetiche per ricercare eventuali caratteristiche che possono essere associate ai comportamenti rilevati.

Da questo si passerebbe alla seconda fase della ricerca, ovvero riprodurre alcuni soggetti con le caratteristiche migliori per testarne la trasmissibilità e la tenuta nel tempo. 

Obiettivo finale, forse anche troppo audace, potrebbe essere l'individuazione delle caratteristiche morfologiche o genetiche legate alle migliori performance e la riproduzione su larga scala degli esemplari selezionati, che ovviamente chiameremo Labos

Ultimo aggiornamento ( Martedì 25 Novembre 2008 19:58 )