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monitoraggio dei popolamenti forestali

PDF Stampa Scritto da VILLA GABRIELE    Sabato 25 Ottobre 2008 15:00

LABORATORIO BOSCHI

Argomento: MONITORAGGIO COSTANTE DEI POPOLAMENTI FORESTALI

  inquadramento_generale.pdf

REFERENTI ESTERNI: Università degli Studi di Bari - Dip. Scienze delle Produzioni Vegetali: G. Sanesi, G.Colangelo, R.Lafortezza

REFERENTI: 

Parco Nord: B.Selleri (Libero Professionista), R.Tucci, F.Campana, M.Segabrugo, R.Zanata

Demetra soc.coop.: G.Villa, L.Bonanomi, C.Rancati, G.Cereda, S.Fiorillo

Avviato nell'anno 2005 il programma di ricerca ha inteso realizzare un approfondimento delle conoscenze scientifiche in materia di gestione delle aree verdi urbane e periurbane e di analizzare gli aspetti ecologici e selvicolturali che maggiormente caratterizzano tali contesti ambientali e di valutare sperimentalmente le relazioni esistenti tra gli aspetti indagati.

In ragione di questi obiettivi di carattere generale il Laboratorio Boschi ha perseguito i seguenti obiettivi specifici:

Determinare le performances (in termini di parametri dendrometrici) di alcune specie

utilizzate nel corso degli anni nella realizzazione dei popolamenti forestali

Verificare eventuali correlazioni della variazione dei parametri (suolo,clima, etc.)

Individuare modelli di crescita, definendo anche le specie più idonee per il contesto del Parco per i nuovi impianti

Individuare modelli di gestione selvicolturale specifici per i boschi urbani

Promuovere forme di divulgazione ambientale e di coinvolgimento dell'utenza

FASI

Dal punto di visto metodologico il programma è stato articolato in fasi successive finalizzate a:

Identificare aree di saggio rappresentative delle diverse condizioni degli impianti presenti nel Parco

Realizzare aree di saggio sperimentali georeferenziate di dimensioni note (40 x 40 m)

Stratificare le aree di saggio in funzione dell'anno e dei metodi di impianto

Eseguire l'inventario georeferenziato dei soggetti arborei

Effettuare il prelievo standardizzato delle carote di legno e la lettura delle stesse

Acquisire ed analizzare le serie storiche dei parametri meteorologici

Effettuare l'analisi standardizzata degli incrementi e la comparazione con gli aspetti meteorologici

RACCOLTA DATI

Uno degli obiettivi fondamentali posti dal progetto è quello di conoscere in modo preciso e dettagliato, la consistenza, la composizione e lo stato dei complessi boscati del Parco. Diversi tecnici si sono alternati, nel corso degli anni, nella cura dei boschi e nella raccolta dei dati dendrometrici, ed ora si rende necessario individuare, sperimentare, verificare, un sistema efficace, praticabile a basso costo, da applicare su tutti i lotti boscati, in grado di restituire gli attributi quanti qualitativi dei boschi, fondamentali per l'applicazione di un piano di "assestamento" o "manutenzione" a secondo della tipologia dell'area.

La problematica era stata già affrontata dal prof. Sanesi dell'Università di Bari in collaborazione con il dr. Selleri, che già durante gli anni scorsi avevano realizzato in alcuni punti del Parco dei transetti di misura per sperimentare alcuni metodi di raccolta dati, ora con le loro indicazioni e la collaborazione del prof. Marziliano dell'Università di Reggio Calabria, si è proceduto ad isolare due aree di saggio nel lotto 1, con la georeferenziazione di ogni elemento ed una serie di misurazioni compresa la determinazione degli accrescimenti annuali dall'impianto ad oggi. Il lotto 1, uno dei primi lotti realizzati è stato scelto per la sperimentazione in maniera da saggiare nella misura più dettagliata possibile l'ampia varietà di situazioni colturali e gestionali del Parco, che in questo lotto si sono realizzate nel corso degli anni.

Si tratta di valutare il grado di rappresentatività di questo sistema campionario per poterlo poi applicare a tutti i sistemi boscati.

2007 PREDISPOSIZIONE DI 2 AREE DI SAGGIO   LOTTO 1 Particelle ex A,B,C,D                

Criteri :                         

individuazione "casuale", su ogni particella, di aree di saggio a forma regolare pari ognuna ad una superficie di mq 1200 , sufficientemente distanti dai bordi

Georeferenziazione di ogni soggetto arboreo presente, attribuzione di codice ID (piccolo cartellino, 3x3 cm, in plastica con numero bianco su fondo nero)

Raccolta dati consistente in :                

  • classificazione
  • 2 misure ortogonali del diametro a pdu
  • misura dell'altezza con ipsometro
  • valutazione dello stato generale
  • campo note per eventuali commenti
  • Epoca di realizzazione: lug-06

Nel file un esempio della struttura tabellare ottenuta utilizzando un datalogger GPS in campo:   dati_saggi1_2.xls

Visualizzazione della posizione delle aree di saggio in lotto 1 e 2

ads_1e2.jpg 

Numerazione e georeferenziazione delle singole piante AdS 1 e 2

ads_1alberi.jpg

Il progetto ha previsto la realizzazione, nel corso del 2008 di altre 4 aree di saggio permanante, in aree boscate scelte per le loro caratteristiche peculiari.

ads_varie.jpg

MISURA DEGLI ACCRESCIMENTI

Ogni soggetto arboreo presente nelle aree di saggio  è stato sottoposto a prelievo di una carota lignea del diametro di 0,5 cm e dopo opportuno trattamento sono state effettuate le misurazioni degli accrescimenti annuali, utilizzando il microscopio e il tavolo lineare di misurazione, i dati poi sono stati elaborati da un software specifico in grado di rappresentare graficamente l'andamento degli accrescimenti e metterlo in relazione con altri fattori ritenuti significativi quali: interventi silvocolturali, dati meteorologici, caratteristiche stazionali, etc.

Sono state raccolte 570 carote lignee e di tutte quante si è effettuata la lettura e l'inserimento dei dati nel database dedicato.

Al fine di confrontare le misure degli accrescimenti radiali degli alberi di Parco Nord con la popolazione arborea circostante, sono state prelevate carote lignee da alcuni soggetti arborei radicati in aree verdi di comuni limitrofi, il criterio di scelta è stato quello di ricercare alberi dello stesso genere e specie, aventi un diametro oltre i 40 cm, in forma libera e lontani da canali o terreni coltivati, purtroppo non è stato possibile soddisfare tutti i criteri, per una serie di vincoli legati alla concessione da parte del proprietario della possibilità di effettuare il prelievo.

Linear table IML utilizzato per le misurazioni.

lintab.jpg

Elaborazione dei dati ottenuti dalle misure degli accrescimenti radiali è stata effettuata utilizzando il software T-Tools della ditta IML

Per ogni carota è stato misurato il numero di anelli, la loro ampiezza, la superficie e la deviazione % sul precedente. Sotto sono visibili i grafici prodotti 

btools.jpg

A destra è visibile, a due ingrandimenti diversi, la  porzione di carota estratta da Ulmus sp. dove sono visibili gli anelli di accrescimento misurati e la loro variabilità

carote_demetra.jpg

ANALISI degli ACCRESCIMENTI

Nel file allegato è possibile vedere le tabelle con i dati di misura degli accrescimenti degli alberi presenti nella AdS 1, come si potrà osservare è evidente la netta diminuzione di incremento nel 2003, che fu caratterizzato da una forte siccità primaverile-estiva:   misure_ads1_pn_061205.xls 

L'analisi degli incrementi evidenzia che:
Differenti specie mostrano differenti modelli di accrescimento     
Presentano incrementi più considerevoli specie quali: Ulmus spp., Alnus cordata, Quercus spp, Fraxinus spp.
Gli incrementi meno significativi risultano per Prunus avium, Carpinus betulus, Celtis australis

plot.jpg

Mediante cluster analysis si individuano 3 differenti patterns di accrescimento che possono manifestare un  diverso ivello di correlazione alle precipitazioni (i.e.  gruppi)

cluster.jpg

I gruppi  individuati sono costituiti da:
Specie I gruppo: Quercus rubra, Ulmus spp, Quercus cerris, Prunus avium e Prunus padus
Specie II gruppo: Quercus robur, Acer monspessulanum, Populus alba, Fraxinus ornus, Acer platanoides, Populus nigra, e Pyrus pyraster
Specie III gruppo: Tilia spp, Alnus incana, Fraxinus excelsior, Fraxinus oxycarpa, Quercus pubescens, Carpinus betulus, Malus sylvestris, Acer campestre, Acer pseudoplatanus, Quercus petraea, Crataegus monogyna, Sorbus torminalis

L'indagine sugli aspetti meteorologici ha riguardato il confronto tra due trentenni successivi relativamente al regime pluviometrico e termico delle stazioni meteo di riferimento per l'area del parco.

nel file allegato un esempio dei dati climatici locali elaborati:   climatologia_seregno_dal_2000.xls

 

 

YEARS

 

Average maximum temperature (°C)

 

 

Average minimum temperature (°C)

 

 

Average Rainfall (mm)

 

 

1951-1981

 

 

17.1

 

 

7.8

 

 

948.7

 

 

1982-2005

 

18.4

 

 

8.8

 

 

839.9

 

La correlazione delle osservazioni di tipo selvicolturale con gli aspetti meteorologici evidenzia che: 
A parità di specie le condizioni di fertilità risultano apparentemente omogenee
Esiste una stretta correlazione tra precipitazioni meteoriche ed incrementi.

accresci.jpg

I gruppi  I e II, nonostante maggiori accrescimenti, risultano essere influenzati dalle precipitazioni ( in particolare in primavera-estate)Il gruppo III non mostra analoga dipendenzaLe specie del gruppo III sono generalmente in un buono stato fitopatologicoLe specie dei gruppi  I e II mostrano, al contrario, un quadro fitopatologico compromesso *Emerge l'importanza di effettuare i diradamenti entro un limite di tempo

L'analisi degli incrementi ha evidenziato quanto la correlazione con gli aspetti meteorologici possa influenzare l'accrescimento diametrico delle specie ripartite nei tre gruppi individuati

Risultati interessanti, inoltre, sono stati evidenziati dall'analisi degli effetti che esercitano i diradamenti sui patterns di accrescimento confrontando incrementi medi e incrementi correnti.

incremento_ads1.jpg

Confronto tra l'incremento medio e l'incremento corrente nella AdS 1 e sotto nella AdS 14

incremento_ads14.jpg                                                 

CONSIDERAZIONI

Le metodologie di indagine consentono di delineare un primo quadro descrittivo delle correlazioni esistenti tra caratteristiche stazionali e esigenze ecologiche delle specie impiegate negli impianti del parco

In ragione dei risultati ottenuti delle diverse fasi del programma di ricerca è possibile individuare in prima istanza quali specie e quali modelli colturali possono garantire migliori accrescimenti

Si conferma l'importanza di effettuare i diradamenti entro un limite di tempo

Risulta possibile, inoltre, formulare ipotesi di gestione per gli impianti esistenti e per quelli di nuova realizzazione

Le aree sperimentali, anche in virtù degli strumenti impiegati nel monitoraggio, facilitano l'aggiornamento costante delle informazioni acquisite ed il monitoraggio periodico degli impianti forestali fornendo ulteriori informazioni per la loro gestione

NUOVI SPUNTI DI RICERCA

Le analisi hanno evidenziato la necessità di:

Caratterizzare dal punto di vista pedologico (chimiche, fisiche, microbiologiche) le aree di saggio

Caratterizzare con maggiore dettaglio dal punto di vista forestale (struttura, fisionomia, rinnovazione, fitopatie) le singole aree di saggio

Valutare con maggiore dettaglio le correlazioni con precipitazioni e temperature (impiego di centraline meteo nell'ambito del Parco)

Integrare le analisi con quanto evidenziato a livello fitopatologico e con il quadro ecologico della specie

Analizzare le aree a rinnovazione anticipata in funzione della disetaneizzazione per gruppi (obiettivo del progetto iniziale)

La necessità di introdurre valutazioni sulla struttura forestale anche in relazione alle esigenze di tipo ricreativo che ai soprassuoli sono demandate

Ipotizzare forme di divulgazione dei dati relativi ai soprassuoli forestali rafforzando la già presente percezione in merito all'importanza delle cure colturali

              

Ultimo aggiornamento ( Domenica 26 Ottobre 2008 19:39 )