deperimento dei popolamenti forestali

PDF Stampa Scritto da VILLA GABRIELE    Sabato 18 Ottobre 2008 17:49

TEMATICA : Il deperimento dei popolamenti forestali

 REFERENTI ESTERNI:

Università degli Studi di Firenze - Dip. Biotecnologie Agrarie - Sez. Patologia Vegetale: A. Ragazzi, S.Moricca, A.Uccello, E.Zini

 

REFERENTI Parco Nord: B.Selleri (Libero Professionista),R.Tucci, F.Campana, M.Segabrugo, R.Zanata

La ricerca iniziata già nel 2005, condotta dai prof.Ragazzi e Moricca dell’Università di Firenze, si pone come obiettivo quello di indagare quale è il ruolo e le dinamiche degli endofiti, su alcune specie arboree in particolare, in relazione allo stato di deperimento fisiologico riscontrato.

La componente vegetale del Parco deriva da impianto artificiale. Essa si estende su una superficie per lo più pianeggiante, in un ambiente fortemente antropizzato, su terreni eterogenei in quanto a profondità e struttura. L’impianto vegetale, come ora si presenta, è il risultato delle trasformazioni avvenute nel corso del tempo. Esso, nel complesso, evidenzia uno stato di degrado consistente, con perdita e semplificazione della vegetazione. Ne deriva pertanto un marcato impoverimento specifico rispetto a quella che era la ricchezza originaria dell’impianto, ed una disposizione spaziale a tratti disomogenea.

Il patrimonio arboreo del Parco è anche, però, testimonianza di scelte discutibili (sebbene nel momento in cui esse vennero operate potevano trovare una qualche giustificazione), che sono state al contempo fonte di apprezzabili idee progettuali e di errori (Sanesi et al, 2003)

Uno di questi errori riguarda la composizione specifica. La vegetazione arborea del Parco è composita, con piante che furono messe a dimora a prescindere dalle proprie esigenze. Ne consegue che in esso si rinvengono delle consociazioni uniche, che non trovano riscontro altrove in natura. Ciò ha innescato senza dubbio fenomeni allelopatici, con forte competizione tra le specie a livello ipogeo. Bisogna inoltre dire che alcune essenze impiegate hanno esigenze ecologiche ben lontane dalle condizioni che trovano nel Parco. Entrambi questi fattori sono stati per molte piante causa di scarsa vigoria, debilitazione e, in ultimo, morte.

Il Parco Nord rimane tuttavia, nel contesto in cui si inserisce, fattore importante di equilibrio estetico ed ambientale, oltre che pregevole patrimonio botanico e culturale. Da non trascurare inoltre come l'affermazione di alcune specie vegetali, con rinnovazione naturale, e la presenza di molti volatili, che nel Parco Nord hanno trovato l'ambiente idoneo, siano ulteriore testimonianza della valenza ecologica del Parco.   

Nel Parco, da rilievi effettuati negli anni passati,  è emersa la presenza di alcuni patogeni fungini, uno di questi temibile per la sua polifagia: Botryosphaeria dothidea (Moug.: Fr) Ces. & De Not; ma altrettanto può dirsi per un altro micete, seppure la sua azione è diretta solamente alle specie quercine: Biscogniauxia mediterranea (De Not.) Kuntze.

Contestualmente ai  patogeni di cui sopra, negli ultimi mesi si stanno altresì isolando, con notevole frequenza, vari endofiti fungini, afferenti ai generi Epicoccum, Cladosporium, Curvularia. Gli endofiti sono organismi benefici che vivono all’interno degli organi dei vegetali e che, in una determinata fase del loro ciclo vitale, possono colonizzare più o meno diffusamente i tessuti delle piante ospiti, senza arrecare ad esse danni apparenti. Essi causano infezioni latenti discrete, senza esibire virulenza. Spesso, allorchè sono presenti con biomasse miceliari abbondanti, in certi tessuti della pianta, non sono presenti i patogeni; tale constatazione ci ha indotto ad ipotizzare l'attivazione di un meccanismo di antagonismo espresso in planta, come del resto risulta in letteratura seppur verso insetti (Moricca – Ragazzi, dati non pubblicati).

 

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 Monitoraggio della presenza e della frequenza di isolamento di Botryosphaeria dothidea  a – monitoraggio durante i mesi di marzo, aprile, maggio, giugno, luglio,

agosto, settembre, ottobre

b – contestuale raccolta dei dati climatici

c – farnia, acero, ontano, quercia rossa

d – tre piante sane e tre piante deperienti per ognuna delle specie di cui sopra

e – prelievo di due carote da ogni pianta, a m. 1,30 da terra, poste tra loro diametralmente

f – isolamento su substrati selettivi

g – calcolo della frequenza di isolamento secondo la formula : FI = Ni/Nt x 100, dove Ni e Nt rappresentano rispettivamente il numero dei campioni dai quali il fungo è  stato isolato e il numero totale dei campioni seminati.

     

 

Obiettivi della Ricerca In funzione di quanto sopra rappresentato la ricerca  si pone i seguenti obiettivi: 1. Isolamento, nelle diverse realtà stazionali (particelle di diversa età e diversa composizione vegetazionale) dei microrganismi fungini endofitici coinvolti nelle diffuse morie. 2. Isolamento degli endofiti fungini antagonistici

3. Caratterizzazione molecolare dei microrganismi reperiti

4. Monitoraggio dell'evoluzione del processo infettivo, della variabilità temporale di isolamento e della massa di inoculo presente nella pianta.

5. Accertamento della specificità d'ospite, di organo, di tessuto.

6. Individuazione delle 'micronicchie ecologiche' di co- presenza, nei tessuti della pianta, degli endofiti patogeni ed antagonistici

7. Valutazione in vitro dell'attività antagonistica dei miceti reperiti

8. Valutazione in planta dell'espressione antagonistica

9. Costituzione di semenzali pre-immunizzati

       

 

 

Prodotti concreti che potrebbero derivare dalla Ricerca in Corso

 1. Collezione di specifici genotipi di microrganismi il cui areale, in funzione dei cambiamenti climatici, si sta ampliando

 2. Collezione di ecotipi, specifici  della Lombardia, di entità fungine utilizzabili in interventi di lotta biologica

 3. Strumenti diagnostici per il rilevamento delle entità infettive allo stato pre-sintomatico (diagnosi precoce) e per la prevenzione della introduzione accidentale di agenti patogeni con materiale di propagazione

 4. Metodologia di monitoraggio costruita sul modello "Parco Nord di Milano“

 5. Molecole bioattive nel controllo delle entità patogene

 6. Metodologia di inoculazione programmata delle entità patogene e delle entità antagonistiche

 7. Produzione di Piante pre-immunizzate

FASI DELLA RICERCA 

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PRIMI RISULTATI

Le ricerche escludono da subito l’azione di un singolo patogeno e si orientano per affrontare una  “malattia” del bosco ad eziologia complessa. Diversi fattori, alcuni ancora da indagare quali: fenomeni di allelopatia, interventi selvicolturali discutibili, innalzamento generale della T° e riduzione delle precipitazioni, hanno creato, in generale negli alberi, una situazione di elevata vulnerabilità,. In questo quadro si attivano certe entità endofitiche che completano l’opera portando alla morte gli alberi fisiologicamente stressati. La ricerca si è concentrata inizialmente sull’azione degli endofiti, riuscendo ad individuare ed isolare i due più attivi agenti di cancri a PN, B.dothidea e B.meditterranea.

I successivi lavori, molto impegnativi per la notevole mole di campioni da analizzare in laboratorio, hanno dimostrato il nesso tra la presenza di alcuni sintomi e l’azione dei due miceti, confermando la loro permanenza anche nel materiale cippato, per tempi lunghi - da questo, l’indicazione operativa di allontanare tutto il materiale cippato, per abbassare il potenziale di inoculo.

Rimangono ancora alcune domande in attesa di risposta, e tra queste: quale è il rapporto dell’endofita con la pianta prima di divenire patogenetico ? – quali metodi di lotta o di contenimento ?  Quale tipo di azione si attiva tra Botryosphaeria d. e Biscogniauxia m ? sinergica - additiva – vicariale ?

 

Ultimo aggiornamento ( Domenica 19 Ottobre 2008 10:11 )