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I boschi in ambiente urbano

PDF Stampa Lunedì 21 Maggio 2012 13:22

Gli spazi verdi urbani e periurbani sono certamente meno ricchi di risorse naturali rispetto agli altri ecosistemi forestali: ciò nonostante essi rappresentano per moltissime persone la più immediata, se non unica, possibilità di contatto con la natura.

Queste aree verdi hanno un ruolo fondamentale poiché migliorano la qualità dell’aria, assorbono l’anidride carbonica e di conseguenza contribuiscono ad abbattere i gas serra responsabili dei cambiamenti climatici; contrastano inoltre l’effetto “isola di calore” nelle città attraverso l’ombreggiamento e la traspirazione delle piante, mitigando la temperatura dell’ambiente circostante.

Anche se costituiscono una frazione forse insignificante rispetto al patrimonio forestale del pianeta, i parchi e il verde metropolitano in generale sono gli unici luoghi che possono contribuire al mantenimento della biodiversità animale e vegetale in un ambiente fortemente antropizzato come quello cittadino.

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Non meno importante è il ruolo che i parchi urbani hanno nell’educazione ambientale, nel promuovere e divulgare comportamenti più consapevoli e rispettosi dell’ambiente in un’ottica di sostenibilità.

Nel tempo, il modo di concepire e costruire il verde urbano è cambiato. Nell’ultimo secolo la progettazione è stata prevalentemente influenzata dal modello di parco ottocentesco; oggi, invece, si vanno affermando i principi della “forestazione urbana”. Questa tecnica di gestione delle risorse boschive prevede un approccio ecosistemico ed interdisciplinare, che prende in considerazione le relazioni fra il verde e le componenti biotiche e abiotiche del sistema urbano. L’obiettivo è quello di individuare le soluzioni più equilibrate tra esigenze gestionali, fabbisogno di manutenzione e funzione ricreativa, con il minor impatto possibile sull’intero sistema-bosco.

Questo tipo di selvicoltura punta a ricostituire gli ecosistemi forestali seguendo la dinamica naturale del bosco. Gli sforzi devono andare quindi nella direzione di rendere i boschi urbani il più possibile prossimi agli ecosistemi originari del territorio in questione: nel nostro caso, il querco-carpineto di pianura.

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Perché è così importante raggiungere questo obiettivo?

Innanzitutto, perché ogni ecosistema si è evoluto nel tempo in equilibrio con l’ambiente che occupa. Un sistema-bosco costituito da specie autoctone, con un elevato contenuto di biodiversità, è un ecosistema completo in grado di rinnovarsi ed estendersi spontaneamente, resistendo meglio allo stress e a fattori di disturbo ambientale, quali possono essere l’inquinamento e l’ingresso di specie esotiche.

Una specie esotica o alloctona si è originata ed evoluta in un luogo differente da quello in cui è arrivata. L’ambiente urbano, insieme a quello agricolo, è un vero e proprio crocevia, luogo di passaggio di persone e mezzi di trasporto, che possono facilmente veicolare organismi come semi, spore e insetti, provenienti anche dalle più lontane parti del mondo.

Le città, inoltre, sono di norma ambienti degradati e poveri di biodiversità, dove molte nicchie ecologiche si “liberano”, favorendo l’ingresso e l’insediamento di specie più competitive e meno esigenti di quelle autoctone.

Si crea, quindi, un nuovo equilibrio ecologico dovuto all’azione di trasporto di organismi e di modifica del territorio da parte di un animale molto particolare: l’uomo.

Può capitare, ma non è la regola, che un organismo esotico possa diventare invasivo: se nel nuovo ambiente mancano predatori e parassiti, esso può arrivare a riprodursi senza controllo ed entrare in competizione per le risorse (ad esempio, cibo e luoghi dove crescere) con le specie locali, provocandone in alcuni casi la scomparsa. Un altro fattore importante da tenere presente nella gestione dei boschi urbani, perché possano diventare un vero ecosistema, è assicurare la continuità con le altre aree verdi.

Se la distruzione degli habitat è la principale causa di estinzione delle specie e di perdita di biodiversità, la loro frammentazione (ad esempio, a causa della realizzazione di un’autostrada senza passaggi per la fauna di terra) rappresenta un altro grave problema ecologico. Le popolazioni animali e vegetali che rimangono isolate in uno di questi frammenti si indeboliscono sempre di più e nel tempo sono soggette ad un più alto rischio di estinzione. Occorre quindi mettere in comunicazione le aree boschive urbane attraverso corridoi ecologici, veri e propri collegamenti come quello costituito dal tratto di fiume Seveso, che collega il Parco Nord al Parco del Grugnotorto. In tali contesti diventa di fondamentale importanza mantenere una buona qualità ambientale, in modo da favorire il movimento, la dispersione e quindi la conservazione di tutte le specie animali e vegetali presenti.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 22 Maggio 2012 09:33 )